Portale Trasparenza Comune di Tarquinia - Prevenzione della Corruzione

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Prevenzione della Corruzione

DECRETO NOMINA RESPONSABILE  ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA Prot. 35964 del 23/12/2016.pdf 

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (PTPC)Il Segretario Generale del Comune di Tarquinia, nella qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione, ha predisposto lo schema di Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) del comune di Tarquinia, approvato con DGC n. 5 del 18/01/2014; lo schema preliminare del PTPC dovrà essere veicolato all’esterno, per l’attività consultiva sulla base di quanto disposto dal par. B.1.1.7 dell’allegato 1 del PNA (Forme di consultazione in sede di elaborazione e/o di verifica del P.T.P.C.)

Finalità del Piano Anticorruzione (PTPC)

Adozione preliminare dello schema (PTPC)

Allegato 1 - Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2013 - 2015  (Parte 1 - Parte 2 - Parte 3)

Allegato 2 - Codice di comportamento integrativo

Allegato 3 - Insussistenza cause di inconferibilità e incompatibilità

Allegato 4 - Dichiarazione di insussistenza delle condizioni di incompatibilità al mantenimento dell’incarico di Capo Settore

Allegato 5 - Dichiarazione sostitutiva Responsabile d'Ufficio

Allegato 6 - Protocollo di Legalità

Allegato 7 - Incompatibilità  e incarichi

Relazione Responsabile Anticorruzione 2014 (.xlsx)

Relazione Responsabile Anticorruzione 2015 (.xlsx)

Relazione Responsabile Anticorruzione 2016 (.xlsx)

 

Decreto Nomina Responsabile Anticorruzione

AVVISO PUBBLICO ADOZIONE PIANO 2015  2017

PTPC SCHEMA PROVV.RIO Tarquinia 2015-2017

MODELLO OSSERVAZIONI PIANO 2015 2017

PTCP Definitivo Tarquinia 2015-2017

Allegato 1

Allegato 2

Allegato 3

Allegato 4

Allegato 5

Allegato 6

Allegato 7

Deliberazione di Giunta N. 20 del 31/01/2015:  Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) 2015 - 2017 - Approvazione definitiva

Deliberazione di Giunta N. 15 del 26/01/2016:  Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) 2016 - 2018 - Approvazione definitiva

Deliberazione di Giunta n. 13 del 26/01/2017: Piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2017-2019 - Approvazione

WHISTLEBLOWINGLa Funzione Pubblica ha reso noto di aver elaborato un modello che devono utilizzare i dipendenti ed i collaboratori che intendono segnalare situazioni di illecito (fatti di corruzione ed altri reati contro la pubblica amministrazione, fatti di supposto danno erariale o altri illeciti amministrativi) di cui sono venuti a conoscenza. Nel modello (clicca qui per il download del modello) viene precisato che l’ordinamento tutela i dipendenti che effettuano la segnalazione di illecito. Il modello suddetto è stato predisposto in attuazione del cd. whistleblowing, volto alla promozione e tutela delle segnalazioni di rischi e irregolarità nell’interesse pubblico.

Ma cos’è il whistleblowing e chi è un whistleblower?

Il whistleblower è chi testimonia un illecito o un’irregolarità sul luogo di lavoro, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, e decide di segnalarlo a una persona o un’autorità che possa agire efficacemente al riguardo. Pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione, egli svolge un ruolo di interesse pubblico, dando conoscenza, se possibile tempestivamente, di problemi o pericoli all’ente di appartenenza o alla comunità. Il whistleblowing consiste, dunque, nelle attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere tali segnalazioni.

In merito ai fatti/atti che possono essere oggetto di una segnalazione, va detto che non esiste una lista tassativa di reati o irregolarità che possono costituire l’oggetto del whistleblowing. Vengono considerate rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamenti, rischi, reati o irregolarità a danno dell’interesse pubblico. Il whistleblowing non riguarda le lamentele di carattere personale del segnalante, solitamente disciplinate da altre procedure.

Preposto alla ricezione e/o alla gestione delle segnalazioni deve essere un organo o una persona interna: ciò al fine di garantire, da un lato, la tempestività dell’azione e, dall’altro, evitare la segnalazioni incontrollate ed ingiustificate, che possono compromettere l’immagine dell’ente. Caratteristiche essenziali per questo soggetto sono la sua indipendenza (economica e funzionale) nei confronti di altre figure interne, nonché la terzietà nei confronti dell’oggetto delle segnalazioni e dei soggetti coinvolti da queste.

Ma come si bilanciano l’interesse pubblico e i diritti individuali, in particolare la privacy?

Funzione primaria della segnalazione è quella di portare all’attenzione dell’organismo preposto i possibili rischi di illecito o negligenza di cui si è venuti a conoscenza: la segnalazione è, quindi, prima di tutto uno strumento preventivo. Se la segnalazione è sufficientemente qualificata e completa, potrà essere verificata tempestivamente e con facilità, portando in caso di effettivo rischio o illecito all’avviamento di procedimenti disciplinari.

La L. 190/2012 (cd. legge anticorruzione) contiene, al riguardo, un comma specifico sul whistleblowing nel settore pubblico (comma 51, Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti). Oltre alla segnalazione aperta sono ammesse segnalazioni riservate (identità del segnalante conosciuta solo da chi riceve la segnalazione). Sono entrambe preferibili a quelle anonime, la cui problematica maggiore è che, se incomplete e poco dettagliate, può divenire difficile approfondirle. Le procedure di whistleblowing funzionano solo se il soggetto preposto riceve segnalazioni precise e complete verificabili senza ledere i diritti, anche alla privacy, del soggetto segnalato.

 

Contenuto inserito il 21-01-2014 aggiornato al 17-03-2017
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